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Nell'orientamento sono coinvolti soggetti istituzionali diversi (Ministero del Lavoro, Ministero dell'Istruzione e università, le Regioni) e molteplici figure professionali. Questa sezione del libro spiega cosa si è fatto finora e come si stia cercando di arrivare a un coordinamento fra tutti i soggetti coinvolti. Un tema molto dibattuto è quello delle figure professionali dell'orientamento. Se cioè esistano effettivamente figure «esclusive» per l'orientamento o se le attività di orientamento sono o debbano essere un'aggiunta alle attività di figure professionali già esistenti. Un altro tema collegato è quello di quali debbano essere i requisiti minimi di legge per poter svolgere attività di orientamento, e di come questi requisiti possano essere verificati. Questa pagina riporta un elenco sintetico dei contenuti più importanti della sezione C del libro. Non esistono dati aggiornati sulla consistenza numerica degli operatori di orientamento. Una ricerca del 1998 stimava in 1.200 il numero delle strutture che svolgono attività di orientamento e in circa 8.000 il numero degli operatori di orientamento. Dopo la riforma dei servizi per l'impiego e l'applicazione del Dlgs 181/2001 il numero degli operatori è probabilmente almeno raddoppiato. Se a questi operatori aggiungiamo quanti svolgono attività di orientamento come funzione aggiuntiva a ruoli professionali di altro tipo (ad esempio gli insegnanti) allora il numero dei soggetti coinvolti cresce in maniera rilevante. I principali tavoli di indirizzo politico per l'orientamento sono attualmente il Comitato Nazionale per l'Orientamento e la Conferenza Unificata Stato-Regioni. Il Comitato Nazionale per l'Orientamento è stato costituito a fine 2004 dal Ministero dell'Istruzione e dell'Università (decreto 9 settembre 2004). Oltre a esponenti del mondo dell'istruzione e dell'università, ne fanno parte rappresentanti del Ministero del Lavoro, delle Regioni, delle Province, dei Comuni, alcune associazioni delle famiglie e degli studenti, e esponenti del mondo del lavoro e delle professioni. Gli obiettivi del Comitato sono la definizione e la condivisione di linee di indirizzo per l'orientamento e l'elaborazione di un Piano nazionale per l'orientamento. Il decreto prevede anche la costituzione di un Gruppo tecnico scientifico e di Comitati scolastici regionali composti dai soggetti già presenti nel Comitato. Fra i gruppi di lavoro e gli organismi di sostegno tecnico rientrano l' Isfol, che svolge attività di ricerca per il Ministero del Lavoro e per le Regioni, e che ha curato ad esempio l'elaborazione del Dm 166/2001 e supportato le Regioni nella messa a punto dei dispositivi regionali collegati, Tecnostruttura che svolge attività di consulenza per le Regioni ed è stata ugualmente coinvolta nell'elaborazione dei dispositivi regionali di accreditamento e Italia Lavoro che si occupa sopratutto dell'attivazione di iniziative sperimentali nel campo dell'occupazione per conto del Ministero del Lavoro. Presso il Ministero del Lavoro (Direzione I) è attivo inoltre un Gruppo tecnico sull'orientamento che a fine 2004 ha elaborato il documento Prospettive di sviluppo di un sistema nazionale di orientamento. Il documento suggerisce la necessità di costituire, tramite un accordo quadro, un tavolo nazionale di coordinamento istituzionale fra tutti i sistemi coinvolti nell'orientamento (scuola, università, formazione professionale, servizi per l'impiego) e tavoli a livello regionale e provinciale con funzioni di assistenza tecnica e coordinamento locale. É ipotizzata anche la costituzione di un Centro risorse nazionale per l'orientamento e di centri risorse regionali. In Italia la gran parte delle attività di orientamento viene cofinanziata con fondi europei. L'attività dei soggetti che utilizzano questi fondi è regolata dal Dm 166/2001, Disposizioni in materia di accreditamento dei soggetti attuatori nel sistema di formazione professionale e dalle normative regionali di attuazione. In particolare Il Dm 166/2001 prevede che tutte le strutture pubbliche e private che utilizzano finanziamenti del Fondo Sociale Europeo debbano essere accreditate, debbano cioè soddisfare alcuni requisiti specifici, riferiti
La definizione dei profili relativi alle figure professionali dell'orientamento è di primario interesse per chi desidera lavorare nel settore perché definisce i compiti che ciascuna figura è chiamata a svolgere e i requisiti di accesso alla professione. Il Dm 166/2001 stabiliva (art. 10) che entro il 31 dicembre 2001 il Ministero del Lavoro, previa intesa in sede di Conferenza Stato-Regioni, definisse gli standard minimi di competenze professionali relativi anche all'orientamento, a partire da quelli definiti al punto 3 dell'allegato 2 al Dm stesso. In realtà con l'accordo Stato-Regioni del 2 agosto 2002 è stato deciso di procedere con la definizione e rilevazione delle credenziali degli operatori innanzitutto a livello regionale e solo successivamente arrivare alla costruzione di un sistema di descrizione e certificazione delle competenze armonizzato a livello nazionale. Al momento solo 8 Regioni e Province autonome su 20 hanno stabilito i criteri relativi alle figure per l'orientamento, e i tempi per un sistema armonizzato a livello nazionale sembrano ancora lunghi.In mancanza di profili certi a livello nazionale può essere comunque utile esaminare le varie proposte fin qui presentate perché possono darci un'idea della possibile 'sistemazione' del settore o perlomeno delle alternative possibili. Le principali proposte sono le seguenti (per approfondimenti vedi l'edizione su carta):
Al momento nel settore privato chiunque può definirsi «consulente di orientamento» e avviare un'attività di consulenza a privati, anche se lo spazio di mercato è estremamente ristretto (fa eccezione l'outplacement). Nel settore pubblico (sia nel caso di incarichi diretti a singole persone fisiche che di incarichi a società private che poi utilizzano persone fisiche) i requisiti richiesti variano da Provincia a Provincia o da regione a regione. Per il futuro si va delineando un quadro basato su due diversi percorsi. Per chi già lavora nel settore sarebbe previsto un riconoscimento delle competenze basato su due momenti: un primo accreditamento sulla base delle esperienze di lavoro e un secondo momento su una prova pratica, secondo quanto previsto dal Dm 166/2001. Isfol sta preparando un corso di formazione a distanza per operatori modellato sulle competenze previste dal Dm 166/2001 e che dovrebbe essere fruibile da fine 2005. Per i nuovi entranti dovrebbe essere necessaria una laurea triennale o quinquennale (non necessariamente in discipline psicologiche), seguita da un master universitario di primo o secondo livello specifico sull'orientamento, con possibile attribuzione di debiti formativi in caso di lauree non pienamente compatibili con l'orientamento. Un elemento di incertezza è il riconoscimento di qualifiche relative all'orientamento a livello regionale.Per aggiornamenti sui temi in questa pagina è possibile iscriversi alla mia lista di discussione collegata al sito www.orientamento.it.
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