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Negli ultimi anni in Italia i servizi di orientamento hanno conosciuto un'ampia diffusione. In questa sezione del libro spieghiamo i motivi del loro sviluppo e la loro evoluzione, e ne presentiamo una classificazione sistematica. Questa pagina riporta un elenco sintetico dei contenuti più importanti della sezione B del libro. Negli anni Novanta, in Italia, i provvedimenti di maggiore impatto sull'orientamento sono stati:
Politica europea per l'occupazione. Nel 1997, con il Trattato di Amsterdam e il Consiglio Europeo sull'Occupazione tenuto a Lussemburgo, gli Stati appartenenti all'Unione Europea hanno deciso di individuare l'occupazione come uno degli obiettivi prioritari dell'Unione e di avviare su questo tema una politica comune. Alcune delle priorità individuate a livello comunitario sono l'utilizzo di approcci preventivi e basati sulla ricerca attiva di lavoro per impedire la disoccupazione di lungo periodo (recepiti in Italia con il Decreto legislativo 181/2001, vedi dopo) e la modernizzazione dei servizi per l'impiego. Nel 2002 la Commissione ha costituito un gruppo di esperti (il Lifelong guidance group) che la affianca nell'elaborazione delle politiche per l'orientamento. Il Consiglio da parte sua ha approvato la risoluzione sul rafforzamento delle politiche in materia di orientamento lungo tutto l'arco della vita (Consiglio dell'Unione Europea 2004). Politiche nazionali per l'occupazione. Nel 1997 in Italia il Decreto legislativo 469 ha stabilito l'attribuzione alle regioni e agli enti locali delle funzioni e dei compiti relativi al collocamento dei lavoratori e di buona parte delle politiche attive del lavoro in precedenza attribuiti all'Amministrazione centrale, e la fine al monopolio pubblico del collocamento. Nel 1997 è stata inoltre autorizzata l'attività delle agenzie di lavoro interinale. L'operatività dei servizi per l'impiego è stata definita, fra l'altro, dal Dlgs 181/2000, successivamente integrato dal Dlgs 297/2002. Il combinato dei due provvedimenti dà un indirizzo all'attività dei Servizi per l'impiego per quel che riguarda sia i destinatari che le attività proposte. In particolare i Centri per l'impiego devono offrire a tutti i disoccupati almeno un colloquio di orientamento entro 3 mesi dall'inizio dello stato di disoccupazione e, con scadenze temporali diverse, proposte di adesione a iniziative di inserimento lavorativo, formazione, riqualificazione o altre misure che favoriscano l'integrazione professionale, fra cui colloqui e corsi di orientamento. In pratica Dlgs 181 e 297 hanno reso l'orientamento un servizio standard per tutti i disoccupati, mentre invece in precedenza le attività di orientamento venivano erogate solo a chi si recava negli sportelli dedicati provinciali, se esistenti. La successiva legge 30/2003 ha ammesso lo svolgimento di attività di intermediazione di manodopera da parte di enti locali, associazioni non riconosciute, organismi bilaterali, università, istituti scolastici, consulenti del lavoro e da agenzie di lavoro interinale. Obbligo formativo (adesso diritto-dovere istruzione e formazione). É stato istituito con l'art. 68 della legge 144/1999 (e da altri provvedimenti fra cui il DPR 257/2000) e prevede per tutti i giovani tra i 15 e i 18 anni l'obbligo di frequentare attività formative finalizzate al conseguimento di un diploma o di una qualifica professionale. Nel 1999 inoltre la legge 9 ha stabilito l'innalzamento dell'obbligo scolastico ai 15 anni, introducendo cioè l'obbligo di proseguire gli studi dopo la terza media con almeno un anno di scuole superiori. L'obbligo formativo poteva essere assolto all'interno di tre percorsi, anche integrati tra loro: nella scuola, nella formazione professionale, nell'apprendistato. Successivamente la legge 53/2003 ha abolito la legge 9/1999, mentre non ha portato cambiamenti significativi nella normativa relativa all'obbligo formativo, ribattezzato 'diritto dovere all'istruzione e formazione'. Nel giugno 2003 fra Stato e Regioni si è concluso un accordo per la realizzazione dall'anno scolastico 2003-2004 di un'offerta formativa sperimentale di istruzione e formazione professionale rivolta ai giovani che, terminata la terza media, non desiderano proseguire gli studi nei percorsi tradizionali delle medie superiori.
I servizi dell'orientamento Possiamo raggruppare i servizi di orientamento in tre grandi categorie:
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Materiali per l'orientamento formativo:
Nota: Articolo contenuto sul sito www.professioneorientamento.it. Autore © Leonardo Evangelista (www.leonardoevangelista.it). Versione aggiornata al 29.12.2006. L’articolo rispecchia le opinioni dell’autore al momento dell’ultima modifica. Può essere riprodotto (stampa dal sito per uso personale) citando la fonte.
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