Elenco degli Operatori di Orientamento Italiani che hanno sostenuto il Checkup Professionale ®
Il Checkup Professionale ® è una metodologia che permette di rilevare la competenza di quanti svolgono attività di orientamento e mettere a punto progetti di miglioramento professionale. Il Checkup è utile sia a operatori di lunga esperienza che vogliono verificare la propria competenza confrontandosi con uno standard ottimale sia a giovani operatori che vogliono identificare con precisione le proprie aree di miglioramento e le modalità per migliorarsi. Il Checkup Professionale è inoltre utile a Servizi pubblici e agenzie formative che vogliono verificare la professionalità dei propri operatori o individuare operatori competenti a cui assegnare incarichi (per una descrizione dettagliata e su come richiedere il Checkup vedi questo link).
Questa pagina riporta l'elenco degli operatori di orientamento che finora hanno sostenuto il Checkup Professionale in Italia (altri 100 l'hanno sostenuto all'estero). I risultati del Checkup sono indicati nell'attestato che viene inviato a ciascun operatore.
- Amari Federico
- Agnelli Simona
- Baldelli Silvia
- Bellipanni Maria
- Bernacchi Sondra
- Biazzi Deborah
- Bighiani Chiara
- Borsoi Renato
- Boschiero Liviano
- Bottalini Alessandra
- Brinkhoff Sabina
- Bucca Maria
- Calderone Margherita
- Calogero Rosa Maria
- Calzavara Cinzia
- Capiluppi Luca
- Capponi Elisa
- Caputo Caterina
- Cardaci Ivan
- Cartocci Cristina
- Cervellino Ilaria
- Cevoli Giancarlo
- Chillemi Marco
- Del Col Nicoletta
- Di Benedetta Alessandra
- Di Berardino Luca
- Evangelista Leonardo
- Fasoletti Lara
- Fazio Lucio
- Ferrari Sara
- Filippi Coccetta Antonella
- Fiori Stefania
- Fontana Valentina
- Forte Maria Daniela
- Framarin Farida
- Freda Monica
- Fuganti Alessandra
- Galardini Rita
- Galli Caimi Marina
- Gallizioli Silvana
- Garulli Haidi
- Gazzotti Silvia
- Giannone Giusi
- Gioia Marirosa
- Giovanna Fanesi
- Grosso Tiziano
- Iosca Sandra
- Lazzeri Antonella
- Malin Federico
- Manco Giovanni
- Marcacci Fabrizio
- Mattarello Federica
- Mennuti Rocco
- Mercurio Rosalba
- Moglia Mariella
- Mugnaini Debora
- Nava Bruna
- Palumbo Filomena
- Pampaloni Maria Teresa
- Pavan Elisabetta
- Penna Michele
- Pera Margherita
- Piccini Francesca
- Pignatiello Ornella
- Pisciotta Paolo
- Pornaro Alessandro
- Ramundo Michela
- Regalini Novella
- Remundo Chiara
- Rosalba Maida
- Rota Fabrizio
- Ruggieri Antonia
- Salvatore Tiziana
- Saraceno Maria Rosa
- Sorrentino Rosanna
- Spadacini Michela
- Tardiolo Luca
- Terzera Cristina
- Turkovic Nela
- Vacillotto Laura
- Verdina Elena
- Visentin Laura
- Vulcano Stefania
- Zadri Fabio
Quali requisiti sono necessari per svolgere attività di orientamento? In Italia la legge non prevede la costituzione di un Albo o un Registro ufficiale di operatori abilitati per legge a svolgere attività di orientamento, né prevede specifici titoli di studio. Questo in prima approssimazione significa che a livello nazionale chiunque può svolgere attività di orientamento. Esistono poi una serie di normative di applicazione più limitata o valide solo a livello regionale o provinciale:
A. La legge 56/1989 afferma all'articolo 1 che La professione di psicologo comprende l'uso degli strumenti conoscitivi e di intervento per la prevenzione, la diagnosi, le attività di abilitazione-riabilitazione e di sostegno in ambito psicologico rivolte alla persona, al gruppo, agli organismi sociali e alle comunità. Comprende altresì le attività di sperimentazione, ricerca e didattica in tale ambito. Questo articolo viene inteso nel senso che l'uso dei test di attitudini e di personalità (considerati strumenti conoscitivi per la prevenzione, la diagnosi, etc.) è riservato agli psicologi. Dunque sono riservate agli psicologi le attività di orientamento svolte con l'utilizzo di tali tipologie di test.
B. Alcune Regioni hanno normato i profili professionali degli operatori di orientamento ed è possibile così acquisire la qualifica professionale corrispondente (ad esempio in Lombardia sono state normate 3 figure: Orientatore, Esperto inserimento lavorativo soggetti svantaggiati e Coach). Tuttavia non esiste una legge nazionale né leggi regionali che riservano lo svolgimento di attività di orientamento solo a chi è in possesso della qualifica regionale. Perciò anche nelle regioni che hanno qualifiche professionali relative all'orientamento, chiunque può svolgere orientamento. Volendo essere estremamente cauti, è opportuno identificare il proprio ruolo professionale utilizzando termini diversi da quelli utilizzati per le qualifiche, vale a dire che in Lombardia è opportuno non definirsi Coach se non si è conseguita la relativa qualifica. Anche nelle regioni in cui esistono qualifiche professionali relative all'orientamento, in caso di assegnazione diretta di incarichi le Province possono scegliere i criteri più diversi. Ad esempio la Provincia A può richiedere una laurea in discipline psicologiche o sociali più un certo numero di anni di esperienza, la Provincia B l'iscrizione all'Albo degli Psicologi, e solo la Provincia C il possesso della qualifica regionale.
C. Il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro per la Formazione Professionale riporta una descrizione di profili professionali. Fra questi troviamo la figura del Formatore-Orientatore (appendice 9 del Contratto Collettivo di Categoria 2008-2010, pag. 77). Per questa figura il requisito per l'assunzione è Laurea con indirizzo psico-socio-pedagogico o equipollente. Va evidenziato che questo requisito vale solo per lavorare nelle agenzie formative.
D. Le leggi regionali relative all'accreditamento delle agenzie abilitate a svolgere attività di orientamento e formazione con fondi pubblici, promulgate sulla base del Decreto Ministeriale 166/2001 in alcuni casi stabiliscono requisiti minimi per gli operatori che svolgono atitivtà di orientamento, ma si tratta di requisiti molto ampi. Ad esempio secondo una rassegna che ho svolto qualche anno fa e riportata nel mio libro Professione Orientamento la Regione Campania richiedeva Titolo di studio universitario, esperienza di almeno 2 anni nei processi di orientamento. Per i servizi di consulenza orientativa sono previste specifiche competenze sociopsicologiche per utenze critiche. Le modalità di verifica erano esame curricula e audit in loco. La Provincia di Bolzano richiedeva Appropriata formazione, esperienza o profilo professionale, da verificarsi tramite esame curricula. La Regione Veneto richiedeva Laurea in discipline tecnico scientifiche e/o economiche e umanistiche o Diploma e/o qualifica professionale più esperienza (anche in affianacamento) e formazione specifica in materia di orientamento. Con soggetti svantaggiati e utenze a rischio di esclusione sociale, Laurea in psicologia, pedagogia o equipollenti, più esperienza in ambito formativo di almeno un anno e formazione specifica in materia. Modalità di verifica esame curricula. Va evidenziato che queste normative valgono solo a livello regionale e solo per lavorare nelle agenzie formative accreditate.
E. Il Decreto Legislativo 276/2003 prevede all'art. 7 comma 2 b una autorizzazione regionale per le società che svolgono attività di supporto alla ricollocazione professionale (outplacement). Tale autorizzazione è subordinata anche alla verifica delle competenze professionali del personale. Non ho fatto una ricerca su quali siano i requisiti fissati dalle diverse Regioni, tuttavia anche in questo caso i requisiti valgono solo per chi desidera lavorare in tali società.
F. Quando, come in Italia, la legge non disciplina in maniera organica i requisiti per svolgere una determinata professione si apre uno spazio per sistemi dove la propria professionalità è riconosciuta da parte di altri colleghi di provato valore. Soluzioni di questo tipo sono molto diffuse ad esempio nel mondo anglosassone. Ho sviluppato il Checkup Professionale in questa prospettiva. Questi sistemi hanno una rilevanza sociale (che dipende dalla qualità del dispositivo di analisi e dalla credibilità di chi lo propone, vedi il mio articolo Associazioni di operatori di orientamento e formazione per operatori di orientamento. C'è da fidarsi?), ma non valore di legge.
In sintesi, titoli di studio, qualifiche professionali, anni di esperienza, riconoscimento della propria professionalità da parte dei colleghi, iscrizione ad Albi e Registri senza valore di legge (come sono tutti quelli in Italia per l'orientamento) sono tutti indicatori a cui i potenziali clienti possono o non possono attribuire valore.
In concreto per ottenere incarichi nel settore dell'orientamento non ci sono scorciatoie: è necessario definire in anticipo l'ambito in cui si vuole lavorare e, se ve ne sono, ottenere i requisiti richiesti. E' inoltre necessario sviluppare la propria capacità di stare sul mercato, migliorando e verificando costantemente la propria professionalità (in tutti i modi possibili, comprese letture individuali, riflessione sulle proprie esperienze professionali, affiancamento di altri operatori, partecipazioni a convegni, svolgendo il Checkup Professionale, etc.) e allargando continuamente 'il giro' dei potenziali clienti.
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